Gildone - Cenni Storici

ORIGINE E DENOMINAZIONE. - Il SUO nome è "Celidonia" nel Catalogo Borrelliano del secolo XII: "Geldoniam" nei tempi successivi: "Celdrone" nell'apprezzo di Campodipietra del 1706 pel Tavolario Galluccio: "Geldone" nei diplomi del secolo XVIII. Il Comune presente prosperò per l'immigrazione che vi fecero gli abitanti di Quadrano e di S. Andrea, allorchè disertarono quei feudi.

Lo stemma del Comune, in antico, ricordava l'evento fortunato, giacchè consisteva in uno scudo spaccato e partito nel campo superiore: col primo quarto caricato di tre pesci, e il secondo d'una vipera attortigliata; mentre il campo inferiore era caricato d'un giglio stilizzato, ad indicare il connubio di S. Andrea, Quadrano e Gildone primeva. Questo stemma non è più in uso.

POPOLAZIONE. - Fuochi 231 nel 1532: 316 nel 1545: 343 nel 1561: 251 nel 1595: 251 nel 1648: 129 ne! 1669: abit. 1863 nel 1780: 2434 nel 1835; 2541 nel 1861: 2790 nel 1881: 2861 nel 1901: 2468 nel 1911.

NOTIZIE FEUDALI. - Un diploma del 1079 attesta l'esistenza di Gildone. Siffatto diploma si riferisce ad una donazione dì Rao Falco Graone " de genere francorum" consaguineo di Nubulone signore di Gildone alla chiesa di S. Maria Decorata (compresa nel feudo di S. Andrea) fondata dallo stesso Nubolone; e si nota che la donazione era fatta " ad petitionem et preces antedicti Domini Nubulonis consanguinei " sui, etc." (192).

Altro feudatario longobardo fu Ragone, il cui nome è tramandato da un diploma di donazione in favore del monastero di S. Maria Decorata annesso alla chiesa omonima.

Il periodo normanno e l'epoca sveva non offrono tracce relative a Gildone; non cosi il tempo angioino, poichè nel "Liber Donationum Regi Caroli" è riportato qual titolare per Gildone e Ielsi Bertrando di Belmonte.

In prosieguo Gildone venne assegnata con titolo comitale alla famiglia Sanfromondo, della quale diamo i ragguagli storici nella mon. di 13oiano nel III volume. Ignoriamo quanto tempo tale famiglia ne restasse in dominio: pare, però, indubitabile che Francesco Sanfromondo ne fosse l'ultimo titolare nel 1334.

Il Sanfromondo, invero, in tale anno vendè il feudo ad Oddone Seeriano, della nobile famiglia regnicola ascritta al Seggio di Porto (da noti confondere con la famiglia di Sanseverino) avente ad arma un campo partito: rosso nel terzo superiore con tre gigli di Francia di oro, nei due terzi inferiori compartito di onde di oro e di azzurro

Di tale famiglia sono noti a noi due soli titolari per Gildone: Oddone e il figlio Riccardo, che ebbe a consorte Maria Pipino prole del Conte di Nocera.

Nel periodo durazzista se al tempo di Carlo III o in quello di Giovanna II non sappiamo Gildone apparteneva alla famiglia Gambatesa comitale di Campobasso, che ne fu signora insino al 1465.Nel periodo durazzista — se al tempo di Carlo III o in quello di Giovanna II non sappiamo — Gildone apparteneva alla famiglia Gambatesa comitale di Campobasso, che ne fu signora insino al 1465.

Nel 1465, devoluta Gildone al demanio, vi rimase giacente fino al 1467, ed in tale anno — insieme con Ielsi — fu concessa in feudo ad Al-berico Carafa duca d'Ariano, della cui prosapia forniamo le notizie sto-riche ed araldiche nella mon. di Forli nel III volume. Alberico Carafa (discendente dell'acquirente omonimo) nel 1586 vendè il feudo ad Ottavio Mastrogiudice col diritto del retrovendendo.

Ottavio Mastrogiudice, marchese di Santo mango, tenne in dominio Gildone poco tempo, poichè Alberico la riscattò nel 1590. Alberico Carafa ebbe a successore il fratello Diomede: il quale, essendo Tesoriere del Regno ed enormemente indebitato con la R. Corte ed inadempiente, ebbe il sequestro dei feudi.

Esposta all'asta Gildone, nel 1604, venne aggiudicata a Salvatore di Stefano, della cui famiglia sono noti quattro titolari pel feudo:

a) Salvatore, acquirente.
b) Francesco primogenito, vivente nel 1650, secondo attesta il d'Urso (193).
c) Ottavio, figlio di Francesco, in vita nel 1700.
d) Francesco, unicogenito d'Ottavio, deceduto nel 1727 senza eredi.

Gildone fu devoluta al demanio, e data tosto in feudo a Malizia Carafa, del quale trattiamo con qualche diffusione nella mon. di Campolieto. (La morte dell'ultimo dei di Stefano diede luogo ad una contesa giudiziaria intentata avverso il Fisco dalla contessa di Presicce donna Beatrice Capece, erede del di Stefano pei burghensatici parimente incamerati dal Demanio. La Capece mori nel 1758, e le sue ragioni vennero ereditate dal marchese Antonio Guindazzi. La causa andò tanto in lungo da finire poi innanzi alla Commissione Feudale).

Quanto tempo rimase Gildone nella rinnovata signoria feudale dei Carafa? Non possiamo dare date precise: sappiamo, nondimeno, dal Sacco (194) che Gildone nel 1795 era terra regia.

Con diploma del gennaio 1798, Ferdinando IV conferiva Gildone in feudo al principe di Belmonte Don Antonio Pignatelli, dell'insigne famiglia di cui estendiamo le notizie storiche e nobiliari nella mon. di Colletorto nel IV volume: e ciò in attestato di sovrano compiacimento pel trattato di pace del 10 ottobre 1796 stipulato dal medesimo a Parigi.

La missione diplomatica del principe di Belmonte era durata cinque mesi, dal maggio all'ottobre (195).

Il Candida Gonzaga (196) — senza indicazione dell'epoca — annoera Gildone fra le terre feudali della famiglia di Raho, della quale trattiamo nella mon. di Caccavone nel III volume. Diamo la notizia a titolo di curiosità.

NOTIZIE ECCLESIASTICHE. - Gildone appartiene alla diocesi di Be-nevento. Consta d'una sola parrocchia sotto il titolo di S. Sabino, vescovo e martire, ch'è pure il patrono del Comune, e la cui festa viene celebrata annualmente il 1° agosto.

Le chiese sono: S. Sabino. — È la parrocchiale, d'antichissima costruzione. Nel 1690, in occasione dei restauri che ne furono compiuti, venne consacrata dal cardinale Orsini il 15 agosto: e fu prescritto dall'illustre porporato, che poi ascese il soglio pontificio, che del fausto evento si celebrasse ogni anno la ricordanza il giorno 3 settembre. Si compone d'una sola nave, la cui superficie non supera 300 metri quadri. Comprende cinque altari, il più antico dei quali porta la data del 1656.

S. Rocco. — Cappella che si direbbe fondata all'inizio del secolo se l'epoca della costruzione si potesse desumere dalla data dei due altari che ne sono ornamento: il 7 luglio 1709. Nel 1784, in virtù del R. Rescritto 29 dicembre, essa divenne sede delle due Confraternite locali, dedicate al SS. Sacramento al SS. Rosario.

S. Antonio abate. — È incerto se sia stata edificata nel 1703, o sol-tanto restaurata. Ciò che si sa bene è che in tale anno — 18 giugno — enne consacrata dal cardinale Orsini. L'unico altare che l'adorna è sor-montato da un trittico perpendicolare, avente nella lunetta il Redentore crocifisso guardato dalle Marie: nel mezzo la Madonna col Bambino adorati da S. Antonio Abate e da S. Antonio di Padova: in basso, la Cena. Nella faccia divisionale fra la lunetta e il quadro centrale, è scritto: / Ad me oculos ad quam designo dirige mentem / MDXXXXII /. Il Campensa, cui dobbiamo queste notizie, ritiene il quadro centrale opera d'un pittore secondario della Scuola umbra del quattrocento, e che la data sia stata messa in occasione del trasporto di esso nella Chiesa, o per ricordo di qualche restauro cui andò soggetto.

S. Martino. — Costruita nel 1738 (insieme con un piccolo romitorio che è annesso) da tal Martino Speranza ricco proprietario di Gildone. È a distanza di oltre mezzo chilometro dall'abitato.

S. Maria a Quadrano. — Questa cappella è ubicata nell'ex-feudo di Quadrano, epperò ne porta il nome. Nel 1722 venne notevolmente re-staurata ed ampliata a divozione di Matteo ed Antonio del Vasto, gildo-nesi; e di recente ritoccata e decorata mercè l'obolo dei fedeli. È distante dall'abitato circa 4 chilometri.

S. Maria di Costantinopoli. — Edificata nel 1729, in contrada ru-stica Tornavento, a distanza di circa 300 metri dall'abitato.

S. Maria delle Grazie. -- Dista dall'abitato poco più di 200 metri, e fu consacrata dal cardinale Orsini nel 1711.

Le serie degli arcipreti: Bonaccio Simeone di Toro (1597-98): Chiovitto Giulio (1598-1607): Fratino Andrea (1607-49): Chiovitto Lucio (1649-79): Cicchetti Antonio (1680-99): Campensa Giuseppe (1700-47): Campensa Domenico (1747-63): Campensa Giuseppe (1764-90): Virgilio Francesco Maria (1790-1817): Del Vasto Domenicantonio (1818-43): Farinaccio Giuseppe (1843-66): Del Balso Pasquale (1868-71): Virgilio Girolamo (1874-81): Colicchio Angelantonio (1882-92): Leone Domenico (1892-19..

NOTIZIE AMMINISTRATIVE. - Gildone fu pertinenza della Capitanata, e forse prima del 1806 non era mai appartenuta al Contado di Moli-se. Nel 1799 venne compresa nel Dipartimento del Sangro e nel Cantone di Riccia. La sua annessione al Molise dipese dal R.D. 25 dicembre 1806, quando il Governo di Ielsi (in cui Gildone era compresa) fu staccato dal Distretto di Foggia ed assegnato a quello di Campobasso. Da quell'anno Gildone rimase sempre nella circoscrizione del Go-verno (poi Circondario) ed ora Mandamento di Ielsi. Dal 1892, per R.D. 31 luglio che sopprimeva il Mandamento giudiziario di Ielsi, Gildone fa parte del Mandamento giudiziario di Campobasso.

Il Municipio è in sede di proprietà comunale negli antichi locali che un tempo formavano l'Ospedale: il quale era stato ampliato e restaurato per iniziativa del cardinale Orsini nel 1724. Il Comune per siffatti locali corrisponde un annuo canone di L. 100 alla locale Congregazione di Carità.

Le serie dei Sindaci:
Farinaccio Giacomo (1809): Del Vasto Nicola (1810-14): Ricciardi Pietrangelo (1815-16): Luciano Michelangelo (1816): Serafini France-scantonio (1817-19): Luciano Michelangelo (1820-21): Di Chiccio Bar-tolomeo (1822-24): Speranza Michele (1824-31): Speranza Gaetano (1831-32): Perrotti Antonio Maria (1838-36): Mendozzi Giuseppe (1836-40): Del Vasto Nicodemo (1840-12): D'Elia Giuseppe (1842-49):

Del Balzo Francesco (1849-52): Del Vasto Michele (1852-56): Farinaccio Domenico (1856-57): Di Lillo Nicola (1858-60): Campensa Aurelio (1860-68): Perrotti Giovannicola (1869-83): D'Elia Ferdinando (1883-85): De Chicchio Giovanni (1885-86): Vitale Michele (1887-88): Speranza Francesco (1890-95): Del Vasto Domenicantonio (1895-97): Germano Domenico (1897-99): Campensa Domenicangelo (1900-07): Bonomo Gaspare (1908-..

Del Balzo Francesco (1849-52): Del Vasto Michele (1852-56): Farinaccio Domenico (1856-57): Di Lillo Nicola (1858-60): Campensa Aurelio (1860-68): Perrotti Giovannicola (1869-83): D'Elia Ferdinando (1883-85): De Chicchio Giovanni (1885-86): Vitale Michele (1887-88): Speranza Francesco (1890-95): Del Vasto Domenicantonio (1895-97): Germano Domenico (1897-99): Campensa Domenicangelo (1900-07): Bonomo Gaspare (1908-..

COLLEGIO ELETTORALE. - Gildone fa parte del Collegio di Riccia dal 1861, e sempre di questo è stata pertinenza tranne che nel breve periodo dal 1882 al 1891, in cui fu compresa nel Collegio Campobasso 1.

AGENZIA DELLE IMPOSTE. - Campobasso.

UFFICIO DEL REGISTRO. - Campobasso.

ISTRUZIONE PUBBLICA. - Il Comune annovera tre classi elementari maschili e tre femminili, rette da quattro insegnanti d'ambo i sessi. La spesa annua complessiva ammonta a L. 5.100.

POSTA E TELEGRAFO. - L'ufficio postale venne impiantato nel 1884. L'ufficio del telegrafo nel 1890.

ISTITUZIONI ECONOMICHE E DI BENEFICENZA.

* Cassa di Prestanze agrarie. — Non ancora è in funzione; ma dispone d'un capitale di L. 3.000 proveniente dalla liquidazione del Monte Frumentario, e depositato sulla Cassa Postale di Risparmio. Nel 1902 la rendita dell'ente ascendeva a L. 56,06 gravata di L. 2,50 di contributo alla Provincia.

* Congregazione di carità. — Dispone d'una rendita mista di circa L. 900 fra moneta e generi cereali, sulla quale corrisponde alla Provincia il contributo di L. 39,98.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA. - A petrolio, dal 1870. Si stanno facen-do pratiche per l'illuminazione ad energia elettrica.

CIMITERO. - Fu costruito nel decennio dal 1851 al 1860, a distanza minore d'un chilometro ed in località più alta dell'abitato. Venne poi ampliato nel 1882 su progetto del geom. Giuseppe Massimo con una spesa di circa L. 3.000. Contiene una sola cappella gentilizia di proprietà della famiglia d'Elia, conforme il progetto redatto dall'ing. D. Campensa.

EX-FEUDI NELL'AGRO ATTUALE.
* Quadrano. ----È ubicato nella zona meridionale dell'agro gildone-se, nel quale sorge la cappella di S. Maria, che è detta ora ufficialmente.

S.Maria dell’Assunta, e nei primi secoli portava il nome di S. Maria Decorata, fondata dai Benedettini nell'XI secolo. L'ex-feudo venne reintegrato in parte al Comune con sentenza 5 giugno 1810 della Commissione Feudale. Il Comune, finora, ha dato le terre di Quadrano in fitto; ma dovrà forse deliberarne la concessione in enfiteusi analogamente a quelle di S. Andrea.

* S. Andrea. — Antico feudo boscoso, situato a sud-ovest dell'agro comunale, in confine con gli agri di Cercemaggiore (prov. di Benevento) e di Mirabello. Esso nel 1593, con atto del 31 agosto, fu venduto da Alberico ad Oliviero Carafa, facendo salvi ai cittadini i diritti di acquare, pascolare e pernottare.
Un tempo sorgeva in esso un casale, nelle cui adiacenze era stato costruito nel secolo XIV un Convento di Agostiniani, a divozione di Geronimo Carafa signore titolare di Gildone. Questo Convento fu abbattuto dal terremoto del 1805, ed attualmente ne sono ancora visibili i ruderi che attestano la sua cospicuità tramontata.

• La Commissione Feudale, con la sentenza anzidetta, decise la reintegra parziale di S. Andrea in favore del Comune, riconoscendo su di una parte non minore il diritto degli eredi del feudatario.

CRONACA LOCALE. * 1909. — Impianto dell'orologio pubblico, fornito dalla ditta Curci di Napoli, in sostituzione della vecchia macchina che ricordava del secolo scorso.

* 1911. — il 4 agosto viene inaugurato l'acquedotto costruito dall'impresa Ing. Cesare Palomba, sotto la direzione dell'ing. Filippo Vitale: quale acquedotto conduce nell'abitato l'acqua della sorgente di Cisternola che dà tre litri a secondo. Esso ha importata una spesa d'oltre L. 30.000, nonostante che l'autore del progetto — il concittadino ing. Domenicangelo Campensa — avesse rinunciato al debito compenso.

BIOGRAFIA.
Domenicantonio Del Vasto. — Nato in Gildone il 12 aprile 1836 da Nicodemo ed Orsola del Salso, vi morì il 19 marzo 1900. Compiuti gli studi nel Seminario archidiocesano di Benevento, fu ordinato sacerdote; ma nel 1861, dismesso l'abito ecclesiastico, si stabili a Napoli. Nel 1877 venne eletto Consigliere Provinciale del Mandamento di S. Croce del Sannio (prov. di Benevento), e fu pure Deputato Provinciale per qualche tempo. Nelle elezioni generali a scrutinio di lista per la XV Legislatura — indette il 29 ottobre 1882 — risultò eletto Deputato al Parlamento nel Collegio di Campobasso I; ma non prese parte attiva nella politica parlamentare, e nei Comizi successivi per la XVI Legislatura restò succombente con 4304 voti. Ritiratosi nella nativa Gildone nel 1888, per curare la malandata salute, occupò le cariche prime di Conciliatore e poi di Sindaco, lasciando buona ricordanza di sè per solerzia, equità, ed il più alto disinteresse.


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